settembre 2015


Italy(Einaudi Stile Libero)  Anna
Niccolò Ammaniti
Einaudi Stile Libero - Dal 29 settembre in libreria

In una Sicilia diventata un’immensa rovina, una tredicenne cocciuta e coraggiosa parte alla ricerca del fratellino rapito. Fra campi arsi e boschi misteriosi, ruderi di centri commerciali e città abbandonate, fra i grandi spazi deserti di un’isola riconquistata dalla natura e selvagge comunità di sopravvissuti, Anna ha come guida il quaderno che le ha lasciato la mamma con le istruzioni per farcela. E giorno dopo giorno scopre che le regole del passato non valgono più, dovrà inventarne di nuove. Con Anna Niccolò Ammaniti ha scritto il suo romanzo più struggente. Una luce che si accende nel buio e allarga il suo raggio per rivelare le incertezze, gli slanci del cuore e la potenza incontrollabile della vita. Perché, come scopre Anna, la “vita non ci appartiene, ci attraversa”.



Sweden (Contempo)  –  Du är som du är
Melania G. Mazzucco
Contempo (Svezia)

Con il titolo Du är som du är, la casa editrice di Stoccolma Contempo pubblica Sei come sei di Melania G. Mazzucco. Il libro è stato tradotto da Malin Emitslöf.



Rea Napoli ferrovia
Ermanno Rea
Feltrinelli - Dal 24 settembre 2015

Caracas ha cinquantacinque anni, è nato in Venezuela ed è il re della zona della stazione. Ha il cranio rasato e le idee razziste di un naziskin, si sta convertendo all’Islam, detesta i ricchi, gli americani e i comunisti, ma appena può aiuta gli sconfitti, i senzaniente. L’io narrante è un giornalista quasi ottantenne, tornato a Napoli dopo moltissimi anni. Conosce Caracas, insieme al quale percorre il cuore più inospitale della città. I loro giri notturni sono un viaggio a ritroso nel tempo, gli anni Quaranta e Cinquanta, ma anche l’epoca dei nonni e bisnonni, e l’occasione per raccontarsi. Il narratore ripensa all’epoca in cui grandi giornalisti e scrittori avevano tentato di salvare l’anima di Napoli. Finché una rivelazione li separa per sempre. Napoli Ferrovia torna libreria nella nuova edizione UE Feltrinelli.



Sermonti Il vizio di scrivere cover
Vittorio Sermonti
Rizzoli - Dal 17 settembre in libreria

“Se leggere è un vizio, non che scrivere sia una gran virtù. Un romanzo o un volumetto di versi sono merci non richieste. Allora, perché tanto scrivere invano?”. Vittorio Sermonti da più di sessant’anni è anagraficamente uno scrittore: cioè “uno degli happy few che debbono la propria miseria all’ostinato esercizio della scrittura”. Qui raccoglie, ordina, disordina il frutto multiforme del suo vizio, che non si limita a riflettere sui meccanismi segreti della poesia, ma si avventura a intervistare Marco Aurelio e Giulio Cesare, a redigere un paio di libretti d’opera, a tradurre in versi due classici di teatro, a scrivere racconti, epigrammi, aforismi e una tragica cronistoria del terremoto dell’Irpinia. La voce è sempre la sua, l’acume è inconfondibile, l’intelligenza è quella colta e libera di chi sta al mondo da ottantasei anni. Un percorso sorprendente a ogni pagina, condotto “con la perseveranza, con l’abnegazione, con l’inconfessabile voluttà” con cui si coltivano i vizi più radicali.



Carofiglio Con parole precise cover
Gianrico Carofiglio
Laterza - Dal 10 settembre in libreria

Non è possibile pensare con chiarezza se non si è capaci di parlare e scrivere con chiarezza.
Sono parole del filosofo John Searle, teorico del rapporto fra linguaggio e realtà istituzionali. Le società vengono costruite e si reggono essenzialmente su una premessa linguistica: sul fatto cioè che dire qualcosa comporti un impegno di verità e di correttezza nei confronti dei destinatari. Non osservare questo impegno mette in pericolo il primario contratto sociale di una comunità, cioè la fiducia in un linguaggio condiviso. L’antidoto è la scrittura civile, cioè quella limpida e democratica, rispettosa delle parole e delle idee. Scrivere bene, in ogni campo, ha un’attinenza diretta con la qualità del ragionamento e del pensiero. Implica chiarezza di idee da parte di chi scrive e produce in chi legge una percezione di onestà.



Mastrocola La passione ribelle cover
Paola Mastrocola
Laterza - Dal 10 settembre in libreria

“Chi studia è sempre un ribelle. Uno che si mette da un’altra parte rispetto al mondo e, a suo modo, ne contrasta la corsa. Chi studia si ferma e sta: così, si rende eversivo e contrario. Forse, dietro, c’è sempre una scontentezza: di sé, o del mondo. Ma non è mai una fuga. È solo una ribellione silenziosa e, oggi più che mai, invisibile. A tutti i ribelli invisibili è dedicato questo libro.”

Oggi non si studia più. È da predestinati alla sconfitta. Lo studio evoca Leopardi che perde la giovinezza, si rovina la salute e rimane solo come un cane. È Pinocchio che vende i libri per andare a vedere le marionette. È la scuola, l’adolescenza coi brufoli, la fatica, la noia, il dovere. È un’ombra che oscura il mondo, è una crepa sul muro: incrina e abbuia la nostra gaudente e affollata voglia di vivere nel presente. Lo studio è sparito dalle nostre vite. E con lui è sparito il piacere per le cose che si fanno senza pensare a cosa servono. La cosa più incredibile è che non importa a nessuno. La recensione di Roberto Carnero su Avvenire



Soncini La repubblica dei cuochi cover
Guia Soncini
il Mulino - Dal 10 settembre in libreria

“Credevo che questo fosse il secolo del sesso, e invece è il secolo della cucina.”
Paolo Poli

Una volta si chiamava “far da mangiare”: era un’attività a conduzione familiare. Poi si cominciò a dire “cucinare”, a chiamare il cibo “food” e i cuochi “chef”. E fu destrutturato, e fu impiattato, e fu una religione con rituali dai nomi strani ma familiari anche ai miscredenti: il culto è così pervasivo che gli atei sanno a memoria la liturgia dei “servito nel suo letto di”. In televisione si spadella a tutte le ore, cerchiamo l’etichetta “biologico” come fosse un Graal, e se non conosci il pistacchio di Bronte non puoi avere una conversazione intellettualmente rispettabile. Come abbiamo fatto a ridurci così? L’anteprima su Repubblica.it 
La recensione di Stefano Bartezzaghi su la Repubblica