Dacia MarainiDacia Maraini
è nata a Fiesole (Firenze). Scrittrice, critica letteraria, poetessa, drammaturga e sceneggiatrice, è autrice di più di cinquanta libri, tradotti e pubblicati in tutto il mondo e premiati con i più prestigiosi riconoscimenti letterari (Premio Strega per Buio nel 1999, Premio Campiello per La lunga vita di Marianna Ucrìa nel 1990, Premio Penne per la poesia per Viaggiando con passo di volpe nel 1992, Premio Campiello alla carriera nel 2012).

Figlia dell’etnologo Fosco Maraini e della pittrice siciliana Topazia Alliata, ha vissuto la prima infanzia in Giappone, dove il padre si era trasferito per le sue ricerche. Dal 1943 al 1945 è stata internata con la sua famiglia nel campo di concentramento di Tokyo, dopo che i genitori si erano rifiutati di firmare l’adesione alla Repubblica di Salò. Al suo rientro in Italia, ha vissuto i primi anni in Sicilia, a Bagheria, paese di sua madre, e successivamente ha studiato a Palermo, Firenze e Roma, scrivendo per alcune riviste letterarie, fino all’esordio letterario nel 1962 con il romanzo La vacanza, seguito da L’età del malessere, premiato con l’International Formentor Prize nel 1963 e tradotto in dodici lingue.

Tra i molti romanzi pubblicati: A memoria (1967), Memorie di una ladra (1973); Donna in guerra (1975); Isolina (1980); Lettere a Marina (1981); Il treno per Helsinki (1984); La lunga vita di Marianna Ucrìa (1990); Bagheria (1993), Voci (1994), Dolce per sé, La nave per Kobe (2001), Colomba (2004), Il gioco dell’universo, scritto insieme al padre Fosco Maraini (2007), Il treno dell’ultima notte (2008), La grande festa (2011), L’amore rubato (2012), Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza (2013).

Autrice anche di poesie, saggi e racconti per bambini, ha pubblicato tra gli altri: le raccolte di racconti Mio marito (1968), L’uomo tatuato (1990), La ragazza con la treccia (1994), Mulino, Orlov e il gatto che si crede pantera (1994), Buio (Darkness, 1999), Un sonno senza sogni e Gita in bicicletta a Mongerbino, (2006), Ragazze di Palermo (2007), La ragazza di via Maqueda (2009), La seduzione dell’altrove (2010); le raccolte di poesie Botta e risposta poetica… o quasi (1960), Crudeltà all’aria aperta (1966), Donne mie (1974), Mangiami pure (1978), Dimenticato di dimenticare (1984), Viaggiando con passo di volpe (1983-1991), Se amando troppo (1998); i saggi Fare teatro. Materiali, testi, interviste (1974), La bionda, la bruna e l’asino (1987), Cercando Emma (1993), Un clandestino a bordo (Stowaway on Board, 1996), I giorni di Antigone. Quaderno di cinque anni (2006), Sulla mafia. Piccole riflessioni personali (2009); i libri per bambini Storie di cani per una bambina (1996), La pecora Dolly (2001), Liguori può… tu non può (2001), La notte dei giocattoli (2012).

Attivista nei movimenti femministi e drammaturga di talento, negli anni Sessanta ha fondato il Teatro del Porcospino e nel 1973 il teatro femminista sperimentale La Maddalena a Roma. I suoi lavori teatrali sono stati ampiamente rappresentati anche all’estero: Manifesto è stato pubblicato da Aphra nel corso del 1972-73 e messo in scena alla Provincetown Playhouse; Maria Stuarda è stata rappresentata a New York, in Uruguay, in Australia e in molti paesi europei, mentre I sogni di Clitennestra è stato tradotto in inglese e presentato a New York nel 1989. Tra le altre opere: Dialogo di una prostituta con il suo cliente, rappresentato a Londra nel 1980-81 e pubblicato da Guernica nel 1994 e Stravaganza, messo in scena a Vienna nel 1987, poi in Australia, Brasile e Germania. La lunga vita di Marianna Ucrìa è tuttora tradotto in moltissime lingue e, nella sua versione teatrale, messo in scena in tutto il mondo.

Dai libri di Dacia Maraini sono stati tratti numerosi film e l’autrice stessa ha lavorato come sceneggiatrice con registi come Pier Paolo Pasolini, Marco Ferreri, Carlo Di Palma e Margarethe Von Trotta.

I suoi articoli ed editoriali su politica e società appaiono regolarmente su quotidiani e riviste come il Corriere della Sera, La Stampa, L’Unità, Paese Sera.

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Dacia Maraini
is one of the most well-known Italian writers, author of more than fifty books. Her works are widely translated and published into many languages and her renown is also due to her fine talent as a critic, poet, and playwright.
The daughter of the well-known ethnologist Fosco Maraini, she spent her early childhood in Japan while her father conducted his research. Because of her parents’ anti-fascist views, the family was confined in a concentration camp from 1943 to 1945. After their return from Japan, for the first years she and her family lived in Sicily, in Bagheria, at the ancestral home of her mother, painter Topazia Alliata. Dacia studied in Palermo, Florence and Rome, beginning her writing career with articles in literary magazines.
Her first novel, La vacanza (The Vacation) was published in 1962, and her second one, L’età del malessere (The Age of Discontent) won the International Formentor Prize in 1963 and has been translated into twelve languages. Among her works: A memoria (1967), Memorie di una ladra (Memoirs of a Female Thief, 1973); Donna in guerra (Woman at War, 1975); Isolina (1980); Lettere a Marina (Letters to Marina, 1981); Il treno per Helsinki (The Train, 1984); La lunga vita di Marianna Ucrìa (The Silent Duchess, 1990); Bagheria (1993), Voci (Voices, 1994), Dolce per sé (The Violin, 1997), La nave per Kobe (The Ship for Kobe, 2001), Colomba (2004), Il gioco dell’universo, together with her father Fosco Maraini (2007), Il treno dell’ultima notte (Train to Budapest, 2008), La grande festa (2011), L’amore rubato (2012), Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza (2013).
She has won major literary prizes, notably the Premio Strega for Buio in 1999, the Premio Campiello for La lunga vita di Marianna Ucrìa in 1990, the Premio Penne for Poetry for Viaggiando con passo di volpe in 1992 and the Career Campiello Award in 2012.

Author of fiction, poetry, and essays, she published, among others: the short story collections Mio marito (My Husband, 1968), L’uomo tatuato (1990), La ragazza con la treccia (1994), Mulino, Orlov e il gatto che si crede pantera (1994), Buio (Darkness, 1999), Un sonno senza sogni e Gita in bicicletta a Mongerbino, (2006), Ragazze di Palermo (2007), La ragazza di via Maqueda (2009), La seduzione dell’altrove (2010); the poetry collections Botta e risposta poetica… o quasi (1960), Crudeltà all’aria aperta (1966), Donne mie (1974), Mangiami pure (Devour Me Too, 1978), Dimenticato di dimenticare (1984), Viaggiando con passo di volpe (Traveling in the Gait of a Fox, 1983-1991), Se amando troppo (1998); the essays Fare teatro. Materiali, testi, interviste (1974), La bionda, la bruna e l’asino (1987), Cercando Emma (Searching for Emma, 1993), Un clandestino a bordo (Stowaway on Board, 1996), I giorni di Antigone. Quaderno di cinque anni (2006), Sulla mafia. Piccole riflessioni personali (2009); the children’s books Storie di cani per una bambina (1996), La pecora Dolly (2001), Liguori può… tu non può (2001), La notte dei giocattoli (2012).

Involved in feminist causes and a talented playwright, she co-founded the Teatro del Porcospino in the 1960’s and established the feminist experimental theatre La Maddalena in Rome, in 1973. The American literary magazine Aphra serially published her play Manifesto in 1972-73, and a production was subsequently presented at the Provincetown Playhouse. Another play, Mary Stuart, in these years has been performed in New York, Holland, Spain, Uruguay, as well as in Australia, Belgium, Germany, and Austria, while I sogni di Clitennestra (The Dreams of Clytemnestra) was performed in a English translation by the City Troupe in New York in 1989. Other plays include Dialogo di una prostituta con il suo cliente (Dialogue between a Prostitute and her Client), performed in London in 1980-81 and then published by Guernica in 1994, and Stravaganza performed in Vienna in 1987, then in Australia, Brazil, and Germany. Additional plays continue to be translated and performed, including the stage version of Marianna Ucrìa. Several films have been made based on her books, and she has written screenplays for directors such as Pier Paolo Pasolini, Marco Ferreri, Carlo Di Palma, and Margarethe Von Trotta.

She continues to be active in feminist causes and as a commentator on politics and society, especially in columns for newspapers and weeklies. Her articles have appeared regularly in  a number of publications, such as Corriere della SeraLa StampaL’UnitàPaese Sera. Of these, several earlier essays have been collected in La Bionda, la bruna, e l’asino (1987).

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Link:
daciamaraini.com

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