Giuseppe Antonelli
è nato ad Arezzo e vive a Roma. È professore ordinario di Storia della lingua italiana all’Università di Cassino e nei suoi studi si è occupato soprattutto di romanzo settecentesco (Alle radici della letteratura di consumo, 1996), di epistolari ottocenteschi (Tipologia linguistica del genere epistolare nel primo Ottocento, 2004, Premio Marino Moretti per i giovani studiosi) e di vari aspetti dell’italiano contemporaneo. È stato il consulente scientifico della Grammatica del Vocabolario Treccani (2012) e insieme a Luca Serianni ha scritto il Manuale di linguistica italiana. Storia, attualità, grammatica (2011). Nel 2003 il suo Trenità ovvero Elogio dei tempi morti è entrato nella dozzina del Premio Strega.

Tra i suoi ultimi lavori Lingua ipermedia. La parola di scrittore oggi in Italia (2006), L’italiano nella società della comunicazione (2007), Ma cosa vuoi che sia una canzone. Mezzo secolo di italiano cantato (2010), La vita non è in rima (per quello che ne so), il libro-intervista di Luciano Ligabue (2013), Comunque anche Leopardi diceva le parolacce. L’ italiano come non ve l’ hanno mai raccontato (2014); la curatela, con Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin, della Storia dell’ italiano scritto (2014) e, con Emiliano Picchiorri, la grammatica per il biennio L’ italiano, gli italiani (2016), Un italiano vero. La lingua in cui viviamo (2016). Il suo libro più recente è Volgare eloquenza. Come le parole hanno paralizzato la politica (2017).

Antonelli collabora all’inserto domenicale del Sole 24 Ore La lettura del Corriere della Sera, ha ideato e condotto su Radio Tre la trasmissione settimanale La lingua batte. Dal 2015 racconta storie di parole nel programma televisivo Il Kilimangiaro, in onda la domenica su Rai Tre e da settembre 2017 tiene una rubrica settimanale a Quante storie, sempre su Rai 3. Dal 2007 coordina per il Festivaletteratura di Mantova la sezione del Vocabolario europeo.

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Giuseppe Antonelli
was born in Arezzo, lives in Rome and is a tenured professor of History of Italian Language at the University of Cassino. His first studies mainly dealt with the Eighteenth-century novel (Alle radici della letteratura di consumo, 1996), the epistolary genre in the Nineteenth century (Tipologia linguistica del genere epistolare nel primo Ottocento, 2004, Marino Moretti Award for Young Scholars), and contemporary Italian language. In 2003 his novel Trenità ovvero Elogio dei tempi morti was shortlisted for the Premio Strega.

Among his latest books: Lingua ipermedia. La parola di scrittore oggi in Italia (2006), L’italiano nella società della comunicazione (2007), Ma cosa vuoi che sia una canzone. Mezzo secolo di italiano cantato  (2010), the Italian Linguistics manual Manuale di linguistica italiana. Storia, attualità, grammatica (2011), written with Prof. Luca Serianni, La vita non è in rima – per quello che ne so (2013), an interview and dialogue on lyrics with Italian singer and songwriter Luciano Ligabue, Comunque anche Leopardi diceva le parolacce. L’ italiano come non ve l’ hanno mai raccontato (2014), Storia dell’ italiano scritto (2014), co-edited with Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin, and the Italian grammar L’ italiano, gli italiani (2016), co-edited with Emiliano Picchiorri, Un italiano vero (2016). His most recent book is Volgare eloquenza (2017).

He is a contributor to Il Sole 24 Ore and Corriere della Sera, and since 2007 he has been collaborating with Festivaletteratura, a literary festival held every year in Mantua. He created and hosted a weekly program on Rai Radio 3, La lingua batte, and he’s a weekly host of tv shows Il Kilimangiaro and Quante storie (Rai Tre).

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